lunedì 15 maggio 2017

Gocce d'inchiostro: Crash - Barbara Poscolieri

Numerosi sono i romanzi che leggo. Numerose le storie che vivo. Dalla mia personale cabina di comando ogni giorno sento la voce di autori che, affacciatosi da poco o da molto nel campo dell'editoria, osservano il mondo per la prima volta, ancora attaccati al mondo di fuori.
Fra scrittori c'è quasi sempre un'immediata fratellanza . Fra lettore e autore s'instaura nell'immediato una certa intesa, e l'io, che altrove ha sempre bisogno di affermarsi, di difendersi, fra le pagine bianche di un romanzo si sente tranquillo.
Così mi sono sentita fra le pagine di Crash, romanzo di un'autrice emergente davvero molto brava la cui proposta di leggere il suo primo figlio di carta si è rivelata una grande occasione. Opportunità in cui mi è stato possibile raccogliere tutte le ossa che si vuole, costruire la parte più splendida del mondo, e creare una sorta di battesimo magico che riesca a mettere in contatto questo mondo con quello dell'altro.




Titolo: Crash
Autore: Barbara Poscolieri
Casa editrice: Selph pubblishing
Prezzo ebook: 3, 99 €
Prezzo: 12, 90 €
N° di pagine: 200
Trama: Alessandro Alari è un giovane pilota romano della scuderia Speed - Y, in corsa per il titolo mondiale del Grand Race. Durante il Circuito di Roma rimane vittima di un incidente in cui perde entrambe le gambe. Il mondo dei motori è sconvolto, così come tutte le persone vicine al pilota. Solo Alessandro crede che un ritorno alle gare sia ancora possibile, con o senza gambe. Inizia quindi un percorso di accettazione e di riabilitazione, supportato dalla fidanzata Federica, dai genitori e dagli amici, con l'obiettivo di riguadagnarsi il posto che merita nella vita e in pista. Ma nel frattempo la Speed - Y ha trovato un nuovo pilota. Ma nel frattempo la Speed - Y ha trovato un nuovo pilota e sembra non credere nel suo recupero. La fiducia di Alessandro vacilla e anche il rapporto con Federica ne risente. Si rifugia quindi nel suo piccolo paese d'origine, dove ritrova la serenità in una vita semplice. Ma il Grand Race invoca il suo nome e, per quanto Alessandro cerchi di ignorarne il richiamo, le corse restano parte di lui.


Romanzo vincitore del concorso Dunwich Life dedicato alla narrativa italiana.
La recensione:
Ogni romanzo ha un suo modo di presentarsi, di farsi vedere al suo meglio. Quello di Barbara è Crash. Crash è il suo figlio di carta, la sua anima, la sua faccia imbellettata, il suo biglietto da visita. Lettori curiosi, avidi di sapere approdano fra le sue pagine da ogni parte e in realtà non ci sarebbe bisogno di vedere altro, perché Crash è il concentrato di tutto quel che Barbara ha riversato, mediante quel contenitore imperfetto che è la scrittura, in poco meno di duecento pagine: la sua efficienza, la sua profondità, la sua intensità, il suo ordine, il suo modo di essere pulito e onesto.
Io, data la mia condizione di lettrice onnivora e curiosa, non potevo di certo esimermi di entrarci e, come tutti quelli che avevano varcato la soglia, anime desiderose e insaziabili senza vizi se non quello della lettura, poveri immigrati ed esploratori, approdai a Roma con un invito inaspettato: via e mail, sollecitata da un'autrice emergente che aveva deciso di prestare attenzione a me e al mio blog. Fu così che, all'inizio di maggio, arrivò Barbara. In quei giorni non mi immaginavo di certo che in poco tempo mi sarei trovata a vagare in un buio e ampio orizzonte. Facendo rotta fra le pagine bianche di una storia che enfatizza ed esplica il coraggio e la forza come elemento primordiale. Ero rimasta incastrata nel momento culminante. E sapevo che, quando mi fossi inoltrata ulteriormente nella storia, non avrei fatto tanto facilmente ritorno. Ma in questi giorni non mi è importato proprio di nulla: Alessandro mi aveva trattenuta e non volevo congedarmici. Le gare, le corse erano il suo legame con il mondo, la Speed Y era la sua ricchezza e verso il Grand Race erano puntati tutti i cannoni delle sue formidabili energie. Energie che disgraziatamente sono servite solo in parte. Un terribile incidente l'ha distolto dal sentiero della felicità semplicemente risucchiandogli l'anima e tutto ciò cui teneva di più caro al mondo. Allo stesso modo non farsi intenerire è stato dannatamente difficile, andando a vederlo, appena alzata, o prima di andare a letto, repentinamente e impreparata di cosa potessi ancora aspettarmi.
L'arrivo nella capitale, non ha avuto niente di speciale, niente di particolare. Al crepuscolo, da un finestrino di una macchina proveniente dal centro della mia città, sullo sfondo di un sole rossissimo, col fragore delle macchine e il fetore dei gas di scarico, conobbi Alessandro come mi è capitato di conoscere ragazzi della mia età: con una simpatia contagiosa, un sorriso smagliante, un animo puro e onesto rimasugli della sua natura sempre pronta a riguadagnare terreno se lasciata a se stessa.
Contemplando l'immagine ritratta in copertina, penso a quanto sia stato terribilmente difficile restare impassibile alla sua storia. E' stato terribilmente difficile ignorare il brusio sommesso di un ragazzo, che ha cercato nelle corse la sicurezza che aveva inseguito per tanti anni invano, fra le pareti di casa, in compagnia di una dolce metà che lo appaga ma non completamente, quando scopri che nascere lo ha costretto a strisciare a terra come un bruco. Avanzare a tentoni, e poi tramutarsi in farfalla e spiccare il volo. In un mondo invisibile agli occhi, guardandosi attorno nell'oscurità del suo animo, aggirandosi come una sagoma vibrante di luce, catapultandoci in una dimensione dove il cielo ha il colore degli oceani e le nuvole assomigliano a schiuma bianca infranta sugli scogli.
Alessandro ricorda il bruciore di una ferita ancora aperta. Quel momento in cui tutto accadde, dovette mettere a tacere la sua voce interiore per perdonarsi gli errori commessi in passato e per accettarsi; così fragile, smarrito, costretto a una vita che non gli appartiene più. Con un passato tutto da scoprire alle spalle, una sfilza di sogni infranti con un bagaglio vasto di esperienze.
Ogni cosa richiede tempo. A volte pensiamo che sia qualcosa destinato a durare in eterno, ma non è così. La vita è una continua tempesta di cambiamenti e, mentre noi affoghiamo nel dolore e nella disperazione, una catena di eventi tesse inevitabilmente il nostro personale destino. Ci riserva una serie di occasioni, opportunità che, se ignorati, potrebbero tramutarsi in rimpianti. E, pur quanto questa cosa sia terribilmente ingiusta, talvolta è un semplice contatto che ci fa ritrovare nella nostra solitudine. Fino al giorno in cui spireremo e leggiadre saliremo al cielo fra le avverse stelle. Un romanzo che lascia segni concreti del suo passaggio, che ha fatto vibrare le corde dei sogni, e che, come una lieve carezza che sfiora il viso, conquista per la sua indubbia forza. Per l'energia, il coraggio che Alessandro ci trasmette così bene. Un pezzo di vita che potrebbe essere di chiunque in cui ci si rammarica di quanto sia effimera la vita dei comuni mortali, ma illudersi facilmente che vivremo per sempre.

Valutazione d'inchiostro: 4

2 commenti:

  1. Ciao Gresi, dalla tua bella recensione sembra un romanzo molto intenso e ricco di spunti di riflessione! Complimenti all'autrice!

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    1. Ciao, Ariel! Si sono d'accordo ☺ ha scritto proprio un bel romanzo ☺

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