mercoledì 12 luglio 2017

Gocce d'inchiostro: Ti faranno del male - Andrea Ferrari

Ogni volta che un autore emergente mi propone il suo romanzo, immancabilmente penso che quello dello scrivere è un'arte in cui si possono raccogliere tutte le ossa che si vuole, costruire la parte più splendida di un mondo fosco e tetro, comporre una melodia che produca qualcosa di vivo. Una storia che, in un certo senso, non appartiene a questo mondo e che mediante un battesimo magico, riesce a mettere in contatto questo mondo con quello dell'altro. Col romanzo di cui avrò il piacere di parlarvi oggi, non ho potuto fare a meno di pormi questo tipo di riflessione. Dovuta da una speciale predisposizione a scuotere e a scricchiolare nella mia anima, come tanti altri in precedenza. Planando lentamente fra le stanze polverose della mia coscienza, dopo una sfilza di letture di vario tipo, popolando le mie nottate miti.
Titolo: Ti faranno del male
Autore: Andrea Ferrari
Casa editrice: Edizioni Leucoteea
Prezzo: 5, 99 €
Prezzo cartaceo: 12, 99€
N° di pagine: 106
Trama: Andrea vive in un appartamento protetto del servizio di salute mentale, dentro cui trascorre le proprie giornate quando non lavora come magazziniere o riflette sulla sua condizione vagando per la città. Ormai le donne sono per lui una chimera, non coltiva amicizie e ha una condizione economica precaria. L'uomo è rinchiuso in se stesso e affranto; neanche la pubblicazione del suo primo romanzo, gli dona speranza. Dopo essersi ritrovato, suo malgrado, a vivere in tre diversi ospedali psichiatrici, l'arrivo di Carolina cambierà la sua vita. Questa ragazza dalle vedute antisemite e dai comportamenti particolari, lo condurrà verso situazioni difficili da affrontare. Un romanzo che esaspera la naturale condizione dell'uomo: perché se tutto può andare per il verso sbagliato, quasi sicuramente accadrà. L'opera, seppur inventata, tratta in alcuni casi argomenti ed emozioni vissuti in prima persona dall'autore.
La recensione:

Vivere è un gran brutto pasticcio, a volte. Qualcosa d"imprevedibile, sperando che arrivi quel momento che tanto attendi. 

Mi dico sempre che è bene distinguere la realtà dalla finzione partendo dal presupposto si tratti di qualche romanzo. Ma come distinguere ciò che ci appare vero, tangibile, da quel che effettivamente non lo è? Il pomeriggio in cui decisi di accogliere la storia di Andrea nel mio cantuccio personale, standoci dentro, rifletto, come questa sia stata l'ennesima buona occasione per avventurarmi in una nuova travolgente avventura. In compagnia di un viaggiatore lasciato solo nell'immensità del cosmo che, grazie a  un viaggio nelle profondità più nascoste del suo essere, avrà una buona occasione per riflettere sul suo destino. Visto da diverse altezze, con una certa malinconia: in cerca di una <<cura >>, una missione che possa mettere a posto qualcosa dentro di lui, diretto in un posto pressoché sconosciuto, il cui nome figura tuttavia in ogni certificato di nascita, fra milioni di persone che popolano la sua volta celeste, affinché lo spirito si rifocillasse.
Quando arrivai, la prima cosa che feci fu osservarlo. Scrutavo attentamente il suo volto alla ricerca di una qualche risposta che potesse dare un senso a questa mia visita improvvisa. Se guardarlo in faccia fino alla nausea era una sorta di allenamento alla semplicità, alla sua condizione di apparire diversamente da quel che effettivamente era, decisi di provarci almeno per un po’. Se non altro non potevano venirmene danni. In fondo stavo soddisfacendo una curiosità personale, e con un po’ di fortuna ne avrei indicato delle indicazioni su cosa fosse semplice per me.
Ho continuato così per una manciata di ore. Questo mi è stato riservato. 
Dopo vari balzi e sobbalzi e un ennesimo periodo turbolento, Ti faranno del male è stato quel compagno di viaggio che, repentinamente, si è precipitato ad accogliermi: laureandi, donne belle e ben predisposte, giovani pieni di vita, e tanta gente di passaggio che, in uno spettacolo messo su da un abile lettore di anime, si sono posti dinanzi a quello della mia vita.
Alla fine del viaggio intrapreso con Andrea quello che mi rimase sotto la pelle fu quello che non mi ero aspettata: la solitudine. Posata sul fondo come fango morbido, attratta da una trama che dice poco e niente, determinata a intraprendere un viaggio che confidavo mi conducesse al limite della follia. Dei sogni, delle speranze di una generazione attuale. Con Andrea avevo stretto amicizia nell'immediato, lì ho posto delle domande a cui non ho sempre ricevuto risposta, socializzato con la sua anima e le sue conquiste e, vista da vicino, l'espediente miracoloso di rifocillare l'anima col sesso.
Ho ascoltato la sua storia come se l'avessi sentita da lontano, come un ricordo ripescato dalla risacca disomogenea del tempo, e solo alla fine ho potuto constatare quanto sia stato piacevole abbracciare con entusiasmo la proposta di Andrea. Per interpretare il modo in cui ha dipinto la realtà circostante, quella che lui stesso vive, dipingendola con modestissimi acquerelli nascosti nelle stanze buie del suo animo. Ho cercato di interpretarli al meglio, e ho cercato di produrre sulla carta non tanto quello che ho visto quanto l'aura lucente in cui è confinato il romanzo.
La ragione per cui mi sono fiondata fra le pagine del romanzo di Andrea, e che ha accresciuto in me una certa curiosità era chiarissima: Andrea e la sua storia sarebbero stati i miei amici, anche se per poco tempo, in un periodo stressante e frenetico. Di punto in bianco, senza lasciare spazio a discussioni o motivazioni, senza il minimo preavviso su cosa mi ha spinto a stare in sua compagnia, a tratti malinconico a tratti reso sensibile per le continue digressioni morali. Né del resto, io avevo osato domandarmelo.
Come piccoli dettagli che si stanziano nel nulla, il romanzo di Andrea è stato il tipo di storia che solitamente leggo e che ha illuminato i corridoi bui della mia anima. Autobiografia forse dello stesso autore, dramma tutto all'italiana nonché ricerca di una strada quando non si aveva la certezza nemmeno di trovare una meta in cui i sogni, i ricordi e la realtà si fondono.
In un viaggio alla scoperta della propria identità, scovare un proprio posto nel mondo, Ti faranno del male  è un romanzo in cui ho visto un uomo che desidera un po' di felicità e che, lentamente e inconsapevolmente, da una landa deserta cosparsa  di rocce a cui non filtra alcuna goccia d'acqua, poca luminosità, è scivolato verso il territorio della solitudine. Lungo una strada sconosciuta, circondato da ombre evanescenti e passeggere come treni in corsa che, come lui, aspettano un cambiamento. Una metamorfosi che lo indurrà a percepire tutto ciò che lo circonda in maniera completamente diversa.
Ti faranno del male è l'incarnazione di una biografia, pagine di diario sobria, controllata e modesta, corredata di parti decorative vivacemente colorate e accese. Semplice, intimo, introspettivo, in cui alla fine il risultato è quello di portare il lettore sull'orlo di comprendere un sognatore come tanti altri.
Valutazione d'inchiostro: 4

6 commenti:

  1. Ciao Gresi, quello che hai recensito è un romanzo molto particolare: non rientra nei miei generi di lettura, ma le storie che contengono elementi autobiografici portano sempre un fascino in più! Buona giornata :-)

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    1. Sono d'accordo! L'ho trovato anch'io molto interessante ☺☺

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  2. Non conoscevo questo romanzo, ma leggendo la tua opinione sembra una lettura particolare e interessante.

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    1. A me è piaciuto molto! È anche piuttosto breve, e in poche ore lo si legge ☺☺

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  3. Ciao Gresi! La storia è particolarissima e mi ha colpito molto anche il titolo. Le belle parole che hai riservato a questa lettura mi hanno incuriosito, così come la presenza di elementi autobiografici. A pelle mi ispira molto: segno il titolo perché sarei ben felice di leggerlo :)

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    1. Ciao, Maria! Grazie ☺ è una lettura che ti straconsiglio ☺☺ ti assicuro non te ne pentirai ☺

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