mercoledì 13 settembre 2017

Gocce d'inchiostro: L'ombra del silenzio - Kate Morton

Mi considero da sempre una persona romantica, e quando decisi di leggere quest'ennesimo stupefacente quadro di un autrice australiana davvero brava, la cui prosa incanta e seduce sin dal primo sguardo, fui pervasa da un marasma di sensazioni particolari che furono così intense da darmi l'impressione che ogni cosa fosse veramente in grado di ricordare e che mi stessero scrutando attraverso la carta. Probabilmente la mia coscienza si sarà sforzata di far combaciare questa bellissima storia con la donna che ama fantasticare sulla Londra vittoriana del 1800. Chissà che posa pensa di quel piccolo gruppo di fan che la elogiano inevitabilmente, mi chiedo spesso.
Ma quello che so per certo è che questa storia ha rammentato persone. Figure di carta recise dal tempo, che non ricordano più niente. Cottage o case vittoriane. Ci ho abitato per qualche giorno, e già adesso mi manca tutto questo. Mi sono recata con una certa regolarità a Londra, e anche se è trascorso molto tempo dall'ultima volta afferrarla stretta è stata nuovamente bellissimo e indimenticabile.
Titolo: L'ombra del silenzio
Autore: Kate Morton
Casa editrice: Sperling & Kupfer
Prezzo: 19, 90€
N° di pagine: 545
Trama: 1961. E' una splendida giornata d'estate e la famiglia della sedicenne Laurel è in partenza per un picninc sulle rive del fiume che scorre vicino alla sua fattoria, nel Suffolk. Mentre tutti sono indaffarati nei preparativi, la ragazza si rifugia nella casa sull'albero della sua infanzia, e inizia a sognare. Sogna di Billy, il ragazzo che le fa battere il cuore, e di trasferirsi a Londra, dove è sicuri che la aspetti un futuro straordinario. Ma prima che il sole tramonti su quel pomeriggio idilliaco Laurel assiste, non vista, a un crimine terribile. Un segreto che custodirà per anni e anni.
2011. Come aveva spesso fantasticato, Laurel è diventata un'attrice famosa e amatissima. Nemmeno il successo, però, ha potuto dissipare le ombre lunghe di quel passato lontano. Ossessionata dagli oscuri ricordi di ciò che accadde cinquant'anni prima, Laurel ritorna alla casa nel Suffolk per ricomporre i frammenti di una storia rimasta sepolta troppo tempo. La storia di un uomo e due donne, cominciata per caso nella Londra semidistrutta dalle bombe della Seconda guerra mondiale. Una storia di passioni fatali che segnerà tragicamente i destini di quei tre giovani tanto diversi eppure uniti da un indicibile mistero. Quello che solo Laurel, testimone innocente di un delitto nell'estate della sua adolescenza, è in grado di svelare.
La recensione:

Le persone che vivono vita sociale e irreprensibili non ringraziano per aver avuto una seconda possibilità. 

Ho sempre avuto una fervida immaginazione. Non ne posso fare a meno, penso ogni tanto. Con tutti quei romanzi letti e vissuti, un'avida lettrice come me non ne avrebbe potuto proprio fare a meno. Con modestia, devo ammettere che è vero tutto questo. Sarei impazzita, senza alcun amico o peggio un occupazione che mi allontanasse dalla monotonia del giorno.
Invece in piccole dimore letterarie i cui muri hanno lo spessore della carta e il colore quello forte e penetrante dell'inchiostro è sempre tutto perfetto come in quei romanzi di formazione in cui i protagonisti scoprono il loro primo amico di carta. Fino alla faccenda in cui costui ne è completamente ammaliato, beninteso. Da adolescente mi sono sempre chiesta come fosse possibile essere soddisfatta da una vita tanto scialba, ma in realtà non ho mai voluto che la mia vita fosse diversa. Nell'arroganza dell'adolescenza, convincermi che amici di carta e inchiostro fossero molto più avventurosi e interessanti di quelli in carne e ossa. Mai, nemmeno un attimo ho pensato diversamente, che dopo un certo tipo di esistenza ci fosse dell'altro, che questo tipo di ossessione che scorre nel mio corpo come sangue nelle vene, determinata a perseguire tale scopo, non cesserà mai di esistere.
Ancora una volta ne ho avuto conferma. L'ultima volta accadde con L'ombra del silenzio, entrato di prepotenza nella mia vita nel momento in cui meno me lo aspettavo, fra le vecchie e ingrigita mura di casa mia, e questo pensiero non mi ha più abbandonata. Mi aspettava e mi ha aspettato dietro l'angolo, sussurrava al mio orecchio di notte e di giorno, diveniva sempre più pressante e portava con sé brutti sogni e fotografie ingiallite. Non riuscivo più a pensare ad altro, al lavoro che avrei dovuto iniziare da lì a una settimana, sulle trascrizioni che avrei dovuto compiere per alcuni clienti. Niente aveva più importanza, a parte scoprire la verità sul passato segreto dei miei nuovi amici.
Perché sin dal primo momento in cui ci ho messo piede mi sono convinta che avessero un passato segreto. Me l'hanno confermato loro stessi durante un picnic, mentre una ragazza dai capelli dorati si divertiva a gironzolare fra le strade di qualche angusto sobborgo. A un tratto loro avevano gridato, ed io avevo posto l'orecchio per sentire.
A quel punto avevo sorriso beata, avevo riempito pagine e pagine di diario, giocherellando con la vita di ognuno di loro. Ogni cosa sembrava pervaso da una strana immobilità, e forse per questa immobilità l'intera scena era colma di una densa atmosfera di attesa. Quando avevo messo piede fra le sue pagine mi era sembrato di essere stata avvolta da una sensazione di calore. Ricordi, che più che ricordi sembravano sogni, invasero la mia coscienza. Non potevo immaginare che mi ero lasciata alle spalle la mia vita monotona, il mio umore repentinamente diverso e un numero spropositato di letture che si accumulavano come la polvere negli scaffali, per viaggiare a ritroso nel tempo fino a una notte buia del 1941.
Ci sono romanzi che, come nella vita di tutti i giorni, danno un momento di svolta, momenti in cui per magia succede qualcosa che cambia il corso degli eventi. Le opere di Kate Morton ne sono un esempio. E trovando il ramo sottile di un racconto e pulendolo per bene, rifinendolo in ogni sfaccettatura, mettendo per iscritto il desiderio, poté crearvi un mondo: competere ai massimi livelli accettando sfide continue. Tessendo un filo indissolubile e crescendo all'ombra della nostra completa incoscienza.
La complessità stessa dei miei sentimenti consolidò in la certezza di trovarsi sulla soglia di un teatro fantasmagorico di emozioni adulte e di segreti dai quali la scrittura non poteva che trarre vantaggio. Quale romanzo avrebbe mai potuto contenere altrettanti termini di contraddizioni? Scrivere, in fin dei conti, non era come librarsi in cielo, sperimentando una forma possibile di volo, di fantasia, di immaginazione? 
Una curiosità ardente e selvaggia mi aveva strappata dalla monotonia del giorno per fiondarmi fra le pagine di un caso editoriale affascinante, emozionante, che introduce un elemento essenziale. Il ricordo. E sebbene la violenza del messaggio non mi comprendesse completamente, ciò non mi impedì di sentirmi afflitta. 
Tutto questo: Dolly e le sue colpe, Vivien e Jimmy, la raffinata storia d'amore e di colpa che celano i loro cuori caldi, le geometrie amorose ed emotive, le pulsazioni che via via aumentavano nelle mie orecchie, tutto questo mi procurò il piacere di assistere alla metamorfosi di una famiglia in deliziosa estraneità.
Come fossi capitata nuovamente in un caldo giorno d'estate del 1941, come fossi entrata silenziosamente negli animi dei protagonisti, non so dirlo. Il romanzo aveva forse un barlume di vita propria? Il mistero era sigillato un attimo prima dall'emozione, dall'istante che avrebbe separato la quiete dell'anima dal cuore, quando i sentimenti bussavano alla porta? Come lo scontro fra due satelliti, che tuttavia restano nettamente separati.
La mia visita inaspettata aveva mosso un po' le acque: avevo svolto il ruolo di osservatrice, dalla naturale lucentezza della mia camera, e ogni cosa mi era apparso come un continente inquieto e vastamente popolato dalla cui scarsità di elementi in conflitto fra loro avanzavano contrastanti pretese alla mia trepida sensibilità. Non mi ero fatta alcun progetto: il passato, offuscato da questa patina appiccicosa, ammesso che avrebbe bussato alla mia porta, tendeva a trasmettermi una visione degli eventi incompleti ed eccessivamente vaghi. Fu in grado di attanagliare le mie membra, eppure potei ricavarne quel giusto materiale utile per raggiungere il futuro. Alleando cose che non hanno solo un battito, ma anche una voce. Aspettano sotto l'ombra di essere chiamate ed evocate, prima che il fuoco della vita se le prenda e le ammutolisca.
Col tempo avrei ricordato i personaggi di L'ombra del silenzio come figure che, in un centinaio di pagine, avevano lasciato uno spazio vuoto che aveva la forma di una persona. Al percorso spesso accidentato che dovettero imboccare, e che si era congiunto alla strada dove questa curvava verso i loro cuori e i loro segreti.
L'intensità di una manciata di giornate luminose in loro compagnia raccolse piacevoli, immediate e molteplici sensazioni: la furia devastatrice della guerra, la dolcezza che aleggia nell'aria immobile e calda, l'abbandono di due corpi ardenti e sudati fra i meandri di una gigantesca prateria. La sensazione di trepidazione e fascino che provai all'idea di vederli tenersi per mano mi procurò anche un soffuso piacere sensuale avvolto da un generale senso di ebbrezza: era qualcosa di intenso, quasi irritante, che mi aveva procurato il piacere di scoprire cosa volesse dire essere innamorati. Così emozionante e travolgente; così dolce come l'aria della sera. Chiacchiere che mi avvolsero e mi penetrarono intensamente, evocando l'immagine di un mondo fatto di cattive intenzioni e tristi finali. 
Un mondo conchiuso disegnato con la chiarezza di parole semplici, ma perfette. Snaturato dagli scarabocchi di altre menti, altri bisogni, in cui persino il tempo - così facile da stabilire e segmentare ad intervalli regolari - nel romanzo gocciola a poco a poco in modo incontrollabile. Una fonte di segretezza che rievoca il piacere della reminescenza e della scrittura; quest'ultima, intesa nel romanzo come una pratica per rievocare tutto ciò che si credeva saldamente nascosto. 
Valutazione d'inchiostro: 5

8 commenti:

  1. Non ho ancora letto nulla della Morton nonostante sia un bel po' di tempo che mi riprometta di farlo ... sembra un'autrice che merita veramente molto!

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  2. È un'autrice che mi piace molto però è da tanto che non la leggo ❤️ Spero di leggerla di nuovo!

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    1. Spero allora arrivi presto questo momento ☺☺ attenderó naturalmente il tuo parere ☺☺

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  3. Ciao Gresi, sai che non conoscevo affatto questo libro? Mi fa piacere aver letto la tua bella recensione, ora sicuramente darò un'opportunità all'autrice! ❤

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  4. Ce l'ho!!!!
    Sullo scaffale da prima dell'estate aspetta di esser letto insieme all'ultimo libro dell'autrice (però non ricordo il titolo).
    Ti dico solo una cosa: io ADORO la Morton!!! Di certo non potrà deludermi con questo!

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  5. Kate Morton è una grande scrittrce, ho letto solo un suo libro, ma ho un grande parere sulla sua scrittura :)
    Dovrei proprio leggerlo questo libro, da come ne parli sembra davvero fantastico

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