giovedì 14 settembre 2017

Gocce d'inchiostro: Smith&Wesson - Alessandro Baricco

Titolo: Smith&Wesson
Autore: Alessandro Baricco
Casa editrice: Feltrinelli
Prezzo: 7 €
N° di pagine: 108
Trama: Tom Smith e Jerry Wesson si incontrano davanti alle cascate del Niagara nel 1902. Nei loro nomi e nei loro cognomi c'è il destino di un'impresa da vivere. E l'impresa arriva insieme a Rachel, una giovanissima giornalista che vuole una storia memorabile, e che, quella storia, sa di poterla scrivere. Ha bisogno di una prodezza da raccontare, e prima di raccontarla è pronta a viverla. Per questo ci vogliono Smith e Wesson, la coppia più sghangherata di truffatori e falliti che Rachel può legare al suo carro di immaginazione e di avventura. Ci vuole anche una botte, una botte per la birra, in cui entrare e poi farsi trascinare dalla corrente. Nessuno lo ha mai fatto. Nessuno è sceso giù dalla cascate del Niagara dentro una botte di birra. E' il 21 giugno 1902. Nessuno potrà mai più dimenticare il nome di Rachel Green? E sarà veramente lei a raccontarla quella storia?
La recensione:

Ci sarà in tutto questo casino la traiettoria giusta, il modo di gettarsi giù e non ammazzarsi. 

Ho viaggiato per qualche ora su una bella zattera di legno grezzo che costeggiava l'isola di questa storia, poi, assieme a due pazzi che desideravano gettarsi giù pur di vivere, mi sono addentrata su una terra arida e deserta in una distesa di acqua corrente e cristallina punteggiata da piccoli diamanti di luce. Questa vecchia zattera ha traballato, scricchiolato, ma non me ne preoccupai molto. Ho scelto di leggere quest'ennesima opera di uno dei miei più amati scrittori semplicemente perché avevo bisogno di pace, tranquillità, e ho pensato che Smith&Wesson  facessero al caso mio. Questo abile cantastorie sapeva di certo il fatto suo, ed ero sicurissima di leggere qualcosa che mi avrebbe trattenuto piacevolmente!
Una delle specialità di Baricco è quella di parlare ai cuori di chiunque. In alcuni casi mi è stato difficile digiunare qualche sua "teoria" letteraria per acquisire l'ammirazione o il fascino che coltivo da qualche anno a questa parte.
Le parole divennero più fitte e in mezzo a una bella macchia d'inchiostro finalmente potei scorgere una vecchia casa di legno che esiste da tanti anni a dietro. I suoi inquilini mi avevano dato un caloroso benvenuto e, in poche ma semplici parole, dato dimostrazione del vasto carisma di un uomo comune, appassionato di libri e di letteratura che un giorno qualsiasi di un anno qualsiasi decise di andare lontano.
Si trattava di immaginare. Di adoperare con maestria parole che mi si sono attorcigliate addosso. Smith e Wesson mi avevano detto che era in corso una sorta di investigazione e che, solo se il risultato sarebbe stato soddisfacente, avrebbero ritrovato se stessi. Perché viaggiare in un luogo in cui è stato possibile contemplare la bellezza delle cascate del Niagara, vomitarci dentro o, ancor di più, fare il proprio viaggio di nozze è qualcosa di davvero straordinario. Un modo per trovare se stessi, e conoscere il mondo.
Da un mucchio di fogli raggruppati, discretamente, senza farmi scoprire, ho carpito l'anima di questo romanzo, e l'ho tenuta stretta nel palmo della mia mano. Quando mi chinai, leggermente, per osservarla, l'osservai attentamente, notando però che la luce che sprigionava non era così accecante, come invece credevo. Eppure esserne attratti è stato davvero inevitabile; la mia anima si era unita a quella di questa storia, io potei avvertirne la sua essenza, delinearne i contorni e la mia faccia si illuminò in un gran bel sorriso di soddisfazione. Mi sentivo felice, protetta, importante.
Sulla strada del ritorno, Baricco mi raccontò di cosa parla effettivamente questo brevissimo romanzo. A cosa ambiscono i personaggi di questa storia semplice ma piacevole che si divora in una manciata di minuti, inconsapevolmente, come qualcuno che ti sfonda la porta di casa e ti trascina da chi gli pare. Istanti in cui anime vagabonde sono entrate nel mio cerchio di vita, ritrovandomi nella loro solitudine. 
Ogni cosa si è rivelata bellissima, famigliare, e ancora una volta sensazioni forti e contrastanti mi condussero in un posto non proprio vicino da dove io mi trovo, inducendomi a chiedere il motivo per cui debba essere capitata proprio lì. A quale scopo? Forse perché di Baricco sono così ammaliata da non rendermene conto?
Questo piccolo libriccino che cede il posto a situazioni assurde, inverosimili, che tuttavia coincidono col senso di smarrimento e alcune riflessioni sul flusso insinuoso del tempo, rientra nella categoria di quel genere di romanzi che vogliono narrarci poco ma lasciano un indicibile segno sul petto. Ti imbarchi in una storia che sai non dovrai aspettarti nulla, e solo alla fine ti accorgi che anche le storie più semplici hanno bisogno di parole per essere raccontate. Piccole macchine molto esatte che, se non usate correttamente, si fa a fatica a ricordarsi le cose che ci circondano.
Smith&Wesson è stato quel genere di romanzo che mi consigliò di leggere una mia amica, rendendo luminose le mie grigie giornate, non sapendo quanta felicità riesca a provare in certe cose, assistendo tranquillamente all'ennesimo straordinario ritratto umano che tuttavia cela qualcosa di traverso. Seguendo scrupolosamente le vicende di svariati personaggi che, nel caos fantasmagorico della vita, lasciano cose in sospeso. Ritraendo se stessi, tutto quello che li circonda, in un fugace incontro, alla fonte di una piscina luminosa. Quando di loro non conosce niente e nessuno, quando tutto è ancora puro. Pulito.
Anime che vagano incerte, e che non sono ne peggio ne meglio degli altri. Forse un po' più diversi, in modo prezioso e inevitabile. Pensierosi e taciturni sul misterioso linguaggio dell'essere, nell'aria stagnante della vita. In un carosello di immagini scenografiche, che vanno e vengono, tormentano un po' lo spirito.
Il lirismo magico e poetico di Baricco mi ha fatto volare in una luogo senza nome e gradevole, in cui si compie un viaggio. In una notte fredda, cospiratrice, in cui esseri umani non è una condizione semplice.
Smith&Wesson è una sequenza di immagini composte su carta, come un film proiettato in un caleidoscopio di situazioni critiche. Una ventitreenne alla mercé di un collaboratore della polizia; un Pescatore che veste i panni di avventuriero; due uomini tormentati dai fantasmi del suo passato.
La sua bellezza, al termine della lettura, sta nel domandarsi come faccia un romanzo apparentemente semplice e innocuo a nascondere una tranquillità così grande. Emozionante. Pura. Nelle mancate cento pagine che caratterizzano il romanzo, infatti, non c'è mai stata una volta in cui non sia stata presente. In cui mi è stato impossibile non avvertirla, non riuscendo tuttavia a tenere a bada il mio cuore.
Una storia profonda nella sua stranezza. Echi lontani di parole di custodi di desideri, nonché riparo alla paura stessa.

La vita è un'imbarazzante circostanza che può riservare impareggiabili soddisfazioni.

Valutazione d'inchiostro: 4


8 commenti:

  1. Ciao Gresi, ho letto un paio di romanzi di Baricco, ma faccio fatica a seguire i suoi discorsi, trovo che usi troppe analogie...

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    1. Non nascondo che hai ragione, ma ti confesso che uno dei motivi per cui lo amo è questo ☺☺

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  2. Ciao Gresi,
    mai letto niente di suo ma questo autore lo ritrovo spesso in giro quando vado in libreria. per ora mi convince poco ma chissà magari cambio idea...

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  3. Ciao Gresi! Se non sbaglio, in passato ti ho già descritto il rapporto che ho con questo autore, non certo idilliaco. Non riesco a seguire le sue storie, mi perdo. Però quest'estate ho letto La sposa giovane e ti dirò, non mi è dispiaciuta come storia, mi ha colpito. Visto che questo che hai recensito, tra l'altro in modo meraviglioso, è un libro piccolino, solo 107 pagine, magari ne approfitto per continuare ad esplorare le opere di questo autore e chissà se prima o poi io possa cambiare idea su di lui... :)

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  4. Ciao, ti invito a partecipare al mio GIVEAWAY, in palio una copia cartacea de "La ragazza senza ricordi" di Frances Hardinge.

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